Nonostante si paghi il canone più basso tra i paesi europei, questa tassa fa molto discutere nel nostro Paese ed è tra le più odiate dagli italiani.

Il tema del canone Rai è tornato al centro del dibattito negli ultimi giorni quando il Presidente del Consiglio ha proposto di ridurre la tassa a 100 euro, ma vincolarne il pagamento alla bolletta elettrica. Per questo motivo abbiamo realizzato un’analisi dei dati (fonte Rai) su base comunale che mette in rapporto il numero di abbonamenti sottoscritti con il numero di famiglie residenti per provare a stimare quale sia la quota di evasione di questa tassa.

Ecco la mappa con i dati per tutti i comuni italiani

I numeri ci raccontano che, al 31 dicembre 2014, risultava inadempiente ben il 30,5% delle famiglie. Il tasso di evasione è molto differenziato sul territorio ed è così ripartito: 26% nel Nord, 29% nel Centro Italia, 37% nel Sud e 40% nelle Isole.

Una curiosità i comuni più virtuosi d’Italia (meno del 3% di evasione) sono:
– Siculiana (AG)
– San Giacomo delle Segnate (MN)
– Carzano (TN)
– Terento (BZ)

Mentre la maglia nera, con il 91% di evasione, spetta a:
– Ribordone (TO)
– Villa di Briano (CE)
– Parete (CE)
– Casal di Principe (CE)

Svolgendo un’analisi per provincia risultata che le tre province più virtuose sono Ferrara, Rovigo e Bolzano, mentre le tre province dove si registra il più alto tasso di evasione sono nell’ordine Crotone (56% di evasione), Napoli (55%) e Catania (53%).

L’evasione crea un danno concreto per la RAI e si traduce in un mancato introito di oltre 600 milioni all’anno.

A ciò si aggiunge il problema dei morosi che coprono una percentuale in continua crescita: 7,67% nel 2014 traducibile in 1 milione e 287 mila persone.
Questi dati preoccupano molto la Rai e il bilancio ne ha risentito: i ricavi totali sono diminuiti del 18% in 5 anni ed il numero di nuovi abbonati, negli ultimi due anni, non ha superato il numero di disdette, generando quindi un saldo negativo negli abbonati rai.

Il canone è molto importante per la Rai in quanto costituisce la fonte principale di reddito: nel 2014 ha pesato per ben 62,8% sul bilancio per un valore di 1 miliardo e 590 milioni di euro. Sebbene il peso del canone sui ricavi totali sia aumentato di 6,9 punti percentuali dal 2010 ad oggi, in termini assoluti ha visto una riduzione del 5,6%.

Ecco l’infografica riassuntiva